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28mag

ENDOMETRIOSI E TRATTAMENTI PMA

Che cos’è l’endometriosi?

L’endometriosi è una malattia ginecologica caratterizzata dalla formazione di tessuto endometriale o in eccesso nell’utero (adenomiosi) o in varie sedi del corpo esterne all’utero dove invece normalmente si forma. Il tessuto in eccesso forma delle “isole” nelle tube di Falloppio, nelle ovaie, nei legamenti uterini, nel setto retto-vaginale, nel peritoneo pelvico (l’involucro degli organi addominali), nell’uretere, nell’intestino e in rari casi, a livello del cuore (pericardio) o dei polmoni (pleure).

Questo tessuto viene stimolato dagli stessi ormoni che stimolano l’endometrio che si trova nell’utero e pertanto ha emorragie con lo stesso ritmo del flusso mestruale e poiché il sangue non può uscire all’esterno si raccoglie in strutture cistiche, chiamate cisti cioccolato (o più scientificamente endometriomi), infiammando l’area interessata.

I sintomi possono essere molto spesso debilitanti tanto da pregiudicare la qualità di vita della donna: dolore pelvico, mestruazioni molto abbondanti, dolore durante le mestruazioni (dismenorrea), i rapporti sessuali (dispareunia), la defecazione (dischezia) e la minzione (disuria).

L’endometriosi può essere causa di infertilità?

L’endometriosi se non curata o comunque “tenuta sotto controllo” di fatto potrebbe portare anche ad infertilità. Fortunatamente se ben gestita però può ostacolare il percorso riproduttivo della donna ma non al punto da renderlo impossibile. I focolai endometriosici, a seconda di dove sono localizzati, possono danneggiare la qualità degli ovociti, impedendo in conseguenza l'impianto dell'embrione nell'utero oppure possono creare delle aderenze tra i tessuti che vanno ad ostruire le tube.

Quando è consigliata procreazione medicalmente assistita (PMA)?

Ovviamente si ricorre a questa tecnica per il concepimento solo dopo aver verificato attentamente che la donna è impossibilitata ad ottenere un concepimento naturale anche dopo ad esempio un intervento chirurgico per la rimozione del tessuto endometriosico.

Quali altre tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) sono consigliate in caso di endometriosi?

Esistono tre tecniche di fecondazione assistita:

  • inseminazione intrauterina con stimolazione (IUI): consiste nell’inserire direttamente nell'utero spermatozoi prelevati analizzati e selezionati;
  • la fecondazione in vitro ed embriotransfer (FIVET): l’ovocita viene fecondato dallo spermatozoo all’esterno dell’utero attraverso un processo di fecondazione non guidato ossia vengono utilizzati più spermatozoi per favorire l’incontro con gli ovociti precedentemente prelevati.
  • l’iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI): è una tecnica che avviene sempre in vitro dove si utilizza un solo speramtozoo per ovuloche viene iniettato direttamente nel suo citoplasma.

Per tutte e tre le tecniche si seguono prima dei protocolli di induzione farmacologica della crescita follicolare (i follicoli sono il supporto per gli oociti, le cellule uovo racchiuse al loro interno) e dell’induzione dell’ovulazione in modo da avere a disposizione un maggior numero di ovuli pronti ad essere fecondati.

Solitamente, in caso di endometriosi lieve si ricorre alla IUI mentre nei casi più gravi o in caso di continui fallimenti con questa tecnica si procede con la FIVET o con l’ICSI.

Endometriosi durante la gravidanza

La sintomatologia dolorosa solitamente si riduce durante una gravidanza anche se alcune donne testimoniano un peggioramento dei sintomi nei primi tre mesi. Questo può essere dovuto alla crescita dell’utero che aumenta la tensione a livello dei tessuti interessati da endometriosi.

Un recente studio scozzese presentato all’European Society of Human Reproduction and Embriology (Eshre) tenutosi a Lisbona nel 2015 ha evidenziato che le donne affette da endometriosi hanno un rischio maggiore di aborto spontaneo, di gravidanze extrauterine, di complicazioni in fasi avanzate della gravidanza come emorragie (pre e post parto) e parto pretermine,  rispetto alle donne senza diagnosi di endometriosi.

Poiché questa malattia è associata a infiammazione e cambiamenti strutturali e funzionali dei tessuti sia dell’ambiente pelvico che di quello uterino, essi influenzano il corretto impianto dell’embrione e la regolare formazione della placenta. (Leggi "Endometriosi e gravidanza" su Alliendo.it)

Maternità ed endometriosi: come viverla al meglio

Se è vero che in caso di endometriosi le probabilità di rimanere incinta e portare avanti la gravidanza sono ridotte, è anche vero che oggi queste probabilità sono aumentate e che comunque tutto dipende dalla gravità della patologia stessa e da come viene curata. La cosa più importante è comunque quella di rivolgersi a centri specializzati che sapranno impostare la giusta terapia a seconda dei casi.

Purtroppo comunque la gravidanza non risolve il problema e nella maggior parte dei casi la sintomatologia si ripresenta nel corso dei mesi successivi al parto.

Nei primi mesi invece, se la donna è in allattamento, la prolattina, ormone che gioca un ruolo fondamentale nella ripresa della fertilità, inibisce l’attività ovarica e quindi la produzione degli ormoni responsabili della crescita e dello sviluppo del tessuto endometriosico, con conseguente riduzione o assenza della sintomatologia.