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22feb

PROSTATA IN FORMA!

IPERPLASIA PROSTATICA BENIGNA E PROSTATITE: FACCIAMO CHIAREZZA

L’iperplasia prostatica benigna (IPB) (comunemente ma erroneamente nota anche come ipertrofia prostatica benigna) è una patologia caratterizzata dall’ingrossamento della ghiandola prostatica. L’aumento di volume della prostata è legato ad un aumento del numero di cellule prostatiche epiteliali e stromali con conseguente compressione del canale uretrale: ciò porta ad una parziale ostruzione dello stesso, interferendo con la capacità di urinare (ostruzione urinaria).

Questa condizione è inevitabilmente associata all’avanzare dell’età ed a squilibri ormonali (aumento della produzione di diidrotestosterone e in conseguenza riduzione del testosterone), pertanto è comune negli uomini con età superiore ai 50 anni e presenta evidenze istologiche nei soggetti al di sopra dei 70 anni.

Il trattamento di questa patologia prevede inizialmente l’assunzione di farmaci (alfa-litici e inibitori della 5-alfa-reduttasi) o integratori (betasitosteroli e serenoa) che rallentino la crescita della prostata e quindi tengano sotto controllo i sintomi.

Quando le dimensioni della prostata sono tali da impedire il corretto flusso dell’urina si procede con la resezione transuretrale della prostata (TURP) ossia con l’asportazione di buona parte della ghiandola. L’intervento deve essere effettuato sotto anestesia generale o locale e ha una durata di circa 60-90 minuti, a cui seguono 3 giorni di degenza ospedaliera.

La prostatite (o prostata infiammata) invece è un’infiammazione della ghiandola prostatica che colpisce circa il 10% degli uomini. La prostatite non ha età (anche se si presenta più frequentemente negli uomini tra i 30 e i 50 anni) e può svilupparsi anche in età giovanile per tutta una serie di fattori/cause a volte sconosciute -altre più note- come le infezioni batteriche. 

L’infiammazione della prostata viene curata con antibiotici (nel caso di infezione batterica), antinfiammatori (preferendo quelli di origine naturale nel caso sia necessario un trattamento prolungato) e alfa-litici, farmaci che favoriscono lo svuotamento della vescica grazie al rilassamento della muscolatura del collo della stessa e dell’uretra. 

SINTOMATOLOGIA DELLA PROSTATITE E DELL’IPB

I sintomi della prostatite sono diversi e possono avere più gradi di intensità. Nella forma acuta, la prostatite può manifestarsi con febbre elevata (se è di origine batterica), dolore alla prostata, dolore durante l’eiaculazione, minzione più frequente e dolorosa, dolore all’inguine e alla parte bassa della schiena.

Quando l’infiammazione diventa cronica (in questo caso si parla appunto di prostatite cronica) i sintomi sono più lievi e variano di intensità nel tempo. È importante ricordare che la cura della prostatite è molto più efficace se si interviene nelle prime fasi, prima che la patologia diventi cronica. Per questo motivo, è bene imparare a riconoscere i primi sintomi e rivolgersi tempestivamente al proprio specialista di fiducia.

L’ingrossamento della prostata causata dall’IPB comporta a partire dai 50/60 anni di età diversi sintomi spiacevoli quali: difficoltà ad iniziare la minzione, intermittenza di emissione del flusso, incompleto svuotamento della vescica, flusso urinario debole e lo sforzo nella minzione, maggior frequenza nell'urinare (pollachiuria) nicturia (cioè un aumentato bisogno di urinare durante la notte, urgenza (la necessità di svuotare la vescica non può essere rimandata), bruciore ad urinare, sensazione di mancato svuotamento dopo la minzione, sgocciolamento ossia la perdita involontaria di urina immediatamente dopo che si ha finito di urinare.

I disturbi della prostata, talvolta, possono anche influenzare l’attività sessuale dell’uomo.

E SE INVECE SI TRATTASSE DI TUMORE ALLA PROSTATA?

Nelle fasi iniziali il tumore della prostata è asintomatico ma quando la massa cresce presenta una sintomatologia simile a quella dell’iperplasia prostatica benigna e quindi delle basse vie urinarie sopra descritte. 

È importante quindi fare una visita urologica e il controllo del PSA, ossia dell’Antigene Prostatico Specifico, un enzima prodotto delle cellule della ghiandola prostatica, con un semplice prelievo del sangue.

Se i risultati del test evidenziano valori elevati di questo enzima, essi possono essere un indice di presenza di tumore alla prostata ed in questo caso occorrerà effettuare una biopsia, la sola che può fornire una diagnosi certa.

In caso di tumore accertato si procederà con la prostatectomia radicale, ossia con la rimozione dell'intera ghiandola prostatica e dei linfonodi della regione vicina al tumore (viene considerata un intervento curativo, se la malattia risulta confinata nella prostata). L'intervento può essere effettuato in modo classico (prostatectomia radicale retro pubica aperta), per via laparoscopica o attraverso la laparoscopia robot-assistita.

Per i tumori più avanzati si procede anche con la radio e/o la chemio terapia.

È IMPORTANTE UNA DIETA SANA PER MANTENERE IN FORMA LA PROSTATA?

Una dieta sana è importante in generale per l’organismo ma in particolare alcuni alimenti “tampone” possono aiutare e lenire gli stati infiammatori e non a favorire l’aumento del giro vita e della glicemia.

Cibi ricchi in omega-3 come il pesce azzurro, l’olio di pesce e d’oliva, il riso integrale che hanno un effetto antinfiammatorio, verdure (carote, la zucca, le zucchine, il cavolo, il finocchio, la cicoria, le rape e le radici in genere) e frutta ricche di importanti vitamine e antiossidanti, contribuiscono ad avere un organismo in buona salute e di conseguenza anche una prostata sana

Sono invece da evitare le carni carbonizzate, in quanto si ritiene che ci sia un legame tra il PhIP, un composto chimico rilasciato quando la carne viene cotta e abbrustolita e l’aumentato rischio di cancro; limitare le carni rosse fresche e conservate, i salumi e gli insaccati, le uova, i fritti, i dolci e le bevande zuccherate, i formaggi grassi e le farine raffinate. Da evitare anche il pepe, il peperoncino, le spezie, gli alcolici e l’abuso di caffè.

Da non sottovalutare l’importanza di una buona idratazione, bere almeno un litro e mezzo di liquidi al giorno tra cui acqua (evitando quella gassata) e tisane come il tè verde, un concentrato naturale di sostanze antiossidanti.

QUALCHE CONSIGLIO SULLO STILE DI VITA?

È importante non strafare con l’attività fisica soprattutto nella fase acuta della prostatite. Passeggiate e attività sportive rilassanti sono da preferire alla corsa e a sport potenzialmente traumatici per la ghiandola prostatica come la bicicletta, l’equitazione o andare in motocicletta.

Evitare attività sedentarie o comunque la posizione seduta (come la guida di autoveicoli) per lunghi periodi.

Curare l’igiene intima soprattutto se in presenza di emorroidi ed evitare di indossare biancheria e pantaloni troppo aderenti.